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Descrizione: Dopo “Na volta ghe gera...” e “Storia dea tera asolana contada da mi” Petrin ritorna con un curioso e interessante lavoro raccogliendo tradizioni, “macete”, soprannomi e vocaboli in via di estinzione. Un’opera di raccolta e memorizzazione di termini e modi di dire dialettali che rischiano davvero la scomparsa. Appassionato cultore di storia locale, l’autore si esprime sempre nel dialetto asolano che è, come tutte le lingue locali, il prodotto di una serie di rimaneggiamenti fonetici e “inquinamenti” del tempo e del territorio. L’asolano attinge un po’ dal trevisano e un po’ dal veneziano, ma si avverte l’influenza del bassanese e del castellano. A testimonianza che davvero ogni territorio si riconosce in una parlata. Un dialetto certamente diverso da quello di cent’anni fa ma ancora salvo da quelli, maccheronici, che talvolta si ascoltano oggi nei giovani.
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