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Descrizione: Grazie ad un concorso pubblicato da un settimanale romano agli inizi del Novecento, Ildebrando Pizzetti, compositore ancora sconosciuto al grande pubblico, ebbe l’occasione di incontrare Gabriele D’Annunzio e di iniziare con lui un sodalizio artistico.
Vinicio Corrent ripercorre i momenti che portarono all’incontro tra i due artisti cercando poi di mettere in relazione il tentativo di rinnovamento del teatro verista che il poeta pescarese stava compiendo in quegli anni con la proposta musicale di Pizzetti, tormentato dall’idea di dover trovare una realizzazione musicale che desse ragione dei suoi convincimenti artistici ancora per certi aspetti in formazione.
Come risolvere il rapporto tra poesia e musica in un testo drammatico? Come ridare un ruolo efficace alla musica nelle opere teatrali che tendevano sempre più a privilegiare i recitativi? Avrebbe potuto il giovane compositore trovare delle risposte a queste sue istanze proprio collaborando con il famoso poeta? Partendo da queste domande l’autore si muove attraverso un’attenta lettura della partitura che rivelerà da un lato la difficoltà di Pizzetti di distaccarsi dalla tradizione musicale alla quale più volte nel corso dell’opera renderà formale ossequio, dall’altro anche il concreto tentativo di indicare nuove vie di sperimentazione.
Gli esempi musicali sono stati riprodotti fedelmente dal primo spartito dell’opera.
Corrent Vinicio è laureato in lettere moderne all’Università Ca’ Foscari di Venezia e diplomato in Pianoforte presso il Conservatorio di Trento. Attualmente insegna materie letterarie e latino nei licei e contemporaneamente continua ad occuparsi di musica sia in veste di studioso, che attivamente come esecutore e compositore. Vanta una lunga esperienza anche nel campo teatrale come autore ed interprete di spettacoli satirici nei quali un posto rilevante è sempre tenuto dalle sue composizioni musicali.
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